Comincia la Scuola: Percorsi di Crescita

Screenshot 2014-11-06 11.17.37L’ingresso alla scuola primaria (o elementare) è un processo segnato dal passaggio da un mondo soggettivo ad un mondo basato su una realtà oggettiva con regole condivise.\r\n\r\nAvrà compagni e insegnanti nuovi, ma soprattutto nuove regole!\r\n\r\nMolte scuole hanno adottato una buona modalità di gestione del passaggio dalla materna all’elementari, portando i bambini dell’ultimo anno a conoscere le attività e le insegnanti della scuola primaria.\r\n\r\nIn che fase è il bambino all’ingresso della scuola primaria?\r\n\r\nSecondo Piaget, noto psico-pedagogista che ha suddiviso lo sviluppo cognitivo del bambino in 5 fasi caratterizzate dall’apprendimento di abilità cognitive specifiche, il bambino si trova allo stadio operatorio concreto.\r\n\r\nNello stadio precedente, aumenta la partecipazione del bambino alla vita sociale, che deve imparare a riconoscere l’esistenza di altre autorità, differenti dai genitori. Attraverso l’uso di processi cognitivi di generalizzazione, cominciano a formarsi degli schemi mentali definiti in cui può immagazzinare le esperienze dello stesso tipo, nella medesima categoria.\r\n\r\nIl bambino è in grado di utilizzare i simboli, manipolandoli in modo logico e acquisisce il concetto di reversibilità, secondo cui gli effetti di un’azione possono essere annullati da un’operazione inversa. Il bambino è in grado quindi di raggruppare degli oggetti secondo una caratteristica. Inoltre, acquisisce la capacità di conservazione delle quantità numeriche, delle lunghezze e dei volumi liquidi.\r\n\r\nIl pensiero del bambino a 5/6 anni è ancora caratterizzato dall’animismo, ossia la tendenza ad attribuire qualità divine e soprannaturali ad oggetti inanimati.\r\n\r\nIn genere a 6 anni il bambino ha già una sufficiente autonomia personale ed è già iniziato per lui il contatto con una realtà esterna, diversa da quella familiare.\r\n\r\nPer poter affrontare l’ingresso alla scuola, il bambino dovrebbe quindi avere già acquisito alcune competenze quali:\r\n

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  • Capacità motoria globale e la coordinazione visuo-motoria;
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  • Capacità visive ed uditive;
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  • Padronanza del linguaggio;
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  • Capacità di prestare attenzione;
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  • Capacità di associare simbolicamente;
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  • Capacità di entrare in relazione con gli altri.
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\r\nInoltre, nasce in lui una nuova consapevolezza in relazione all’apprezzamento o alla delusione dell’altro in merito a certi suoi agiti: egli deve imparare a cavarsela da solo e non saranno da meno conflitti di varia natura con compagni, funzionali ad  una crescita sana. Il bambino comincia a riconoscere che l’altro può pensarla in modo diverso da lui, uscendo pian piano da quell’egocentrismo che caratterizzava le prime fasi.\r\n\r\nL’inizio delle elementari è di grande importanza evolutiva: con l’aumento dei compiti e delle regole, aumentano anche le richieste sociali.\r\n\r\nSe dovessero emergere problemi specifici è utile consultare un neuropsichiatra infantile, per valutare se il bambino è realmente pronto a questo passaggio o magari occorre aspettare un altro anno.\r\n\r\nE i genitori come possono aiutare i propri bambini?\r\n\r\nPer i genitori l’inizio della scuola primaria segna il passaggio del loro bambino nel mondo reale e la sensazione di dover condividere il proprio figlio con altri si fa più intensa e può costituire un “touchpoint.” Infatti, i bambini durante la crescita possono essere soggetti a momenti di regressione in cui indietreggiano ad un livello inferiore di sviluppo, momenti spiacevoli per i genitori che non sanno come comportarsi. In verità, il bambino regredisce per poter affrontare le successive tappe di sviluppo nel migliore dei modi: questo gli permette di riorganizzarsi!!\r\n\r\nLa tendenza di molti è quella d’insegnare ai bambini prima dell’inizio della scuola a leggere e a scrivere, destando in loro un certo senso di apprensione. Se l’obiettivo è quello di portarsi avanti rispetto al programma di prima, il rischio è quello di annoiare il bambino già prima dell’inizio della scuola.\r\n\r\nDi cosa hanno bisogno invece?\r\n\r\nI bambini hanno bisogno di essere preparati ai cambiamenti gradualmente e rassicurati.\r\n\r\nDite ai vostri figli che iniziare le elementari significa diventare grandi!!\r\n\r\nCominciate a raccontare loro quale potrebbe essere il nuovo assetto: i nuovi orari, le regole, le materie che studieranno.\r\n\r\nMostrate loro i vantaggi che la conoscenza potrà portargli!\r\n\r\nPiuttosto che prepararli sul versante didattico cercate, dopo un’attenta osservazione, di modificare quella gamma di comportamenti non consoni all’ingresso nella scuola primaria.\r\n\r\nLa vera differenza tra scuola dell’infanzia e scuola primaria riguarda l’impianto normativo: i bambini dovranno capire che si fa silenzio durante le lezioni, che non ci si alza dal proprio banco in continuazione, che la cartella dovrà avere tutti gli strumenti necessari.\r\n\r\nCominciate a dargli qualche piccola regolina in più!\r\n\r\nUn altro tema su cui è opportuno preparare i propri bambini è il tema della diversità. Siamo in una società sempre più multiculturale: è importante che i bambini abbiano la libertà di interagire con chiunque, indipendentemente dalle etnie e l’atteggiamento dei genitori è fondamentale!\r\n\r\nDiversità significa anche disabilità: importante che i bambini imparino il rispetto e l’accoglienza di fronte a queste realtà differenti.\r\n\r\nL’acquisizione di competenze emotive è al pari dell’acquisizione di competenze cognitive: questo significa che diversità può essere sinonimo di arricchimento.\r\n\r\nVerso la scuola media…\r\n\r\nNel passaggio alla scuola media il bambino/ragazzino si trova in un turbine di mutamenti fisici e psicologici connessi alla pubertà, con spinte verso l’adolescenza e all’interno del  passaggio da  un ambiente più protetto ad uno più singolare.\r\n\r\nSiamo nel pieno della socializzazione: il bambino/ragazzino si troverà a dover abbandonare i vecchi compagni per trovarne di nuovi e dovrà affrontare l’inserimento in un nuovo gruppo. Stiamo parlando di dinamiche concernenti l’esclusione e l’inclusione, l’accettazione e la non accettazione.\r\n\r\nImportante per i genitori è dedicare del tempo ricco di significato in cui parlare con i propri figli di quello che succede.\r\n\r\nIl rapporto scuola-famiglia dovrà essere sempre in primo piano, per garantire un costante confronto.\r\n\r\nRicordiamo che il centro offre percorsi finalizzati a sostenere bambini e genitori a superare momenti di difficoltà legati al percorso di crescita, alla scuola e al rapporto con gli altri. Percorsi individuali e con i genitori, attraverso il gioco e dove necessario la psicodiagnosi. Presenza di specialisti per la cura della sindrome da ADHD e DSA.\r\n\r\nPer i disturbi dell’apprendimento è importante una diagnosi precoce all’ingresso della scuola elementare; in caso di sospetto DSA rivolgersi ad uno specialista.\r\n\r\nDurante l’adolescenza, nel periodo della scuola media, può essere utile un percorso di orientamento scolastico per i ragazzi, che coinvolga anche i genitori per la scelta dell’Istituto superiore: il Centro psicologia offre questi servizi.

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