RIMANDARE GLI IMPEGNI: PERCHE’ LO FACCIAMO E COME POSSIAMO MODIFICARE QUESTA ABITUDINE DISFUNZIONALE?

La procrastinazione in psicologia viene intesa come quel comportamento che spinge un individuo a ritardare un’azione/scelta in maniera volontaria nonostante le conseguenze negative che derivino da tale ritardo siano facilmente prevedibili. Questo comportamento spinge alla ricerca di un piacere di breve durata che tendenzialmente ostacola il raggiungimento di benefici a lungo termine. Chi procrastina, dunque, porta a compimento attività piacevoli e tendenzialmente meno rilevanti piuttosto che attività prioritarie più impegnative.

Studente, impiegato, imprenditore, genitore, insegnante, atleta, cantante, non importa chi tu sia, capita a tutti di rimandare o aver rimandato qualcosa. A volte succede perché riteniamo di non riuscire a farlo e abbiamo paura di fallire, a volte perché siamo sicuri che sia impossibile, a volte perché ci viene imposto dall’alto, a volte perché siamo pieni di impegni, a volte perché preferiamo fare altro e non troviamo la giusta motivazione per fare ciò che rimandiamo, a volte perché non vogliamo fare qualcosa per cui non siamo sicuri di ottenere il massimo risultato, a volte perché abbiamo paura delle conseguenze che potrebbero derivare dalla fine di un percorso (ad esempio, l’ingresso al mondo del lavoro che deve affrontare uno studente universitario). Queste motivazioni, però, alla base hanno un processo fisiologico preciso: la ricerca immediata della sensazione di gratificazione. Il responsabile di ciò è proprio il nostro cervello; infatti, a fronte di un evento/impegno che il nostro cervello ritiene spiacevole, mette in atto un meccanismo difensivo che serve a diminuire l’ansia associata a tale evento/impegno: la procrastinazione. Spesso, infatti, un determinato compito da svolgere implica anche successivi commenti/critiche da parte di altre persone (colleghi, compagni, datori di lavoro, genitori, amici, partner) che potrebbero minare alla nostra autostima; dunque, per ridurre tale rischio di frequente evitiamo di svolgere un’attività nell’immediato, cercando la soluzione migliore. Questa tendenza, però, può diventare un’abitudine, influenzando differenti ambiti della nostra vita quotidiana (come semplicemente riordinare/sistemare) solamente perché non portano a una gratificazione immediata.

Quello che molte volte non sappiamo, però, è che la tendenza a procrastinare non è un comportamento umano innato quanto piuttosto appreso; infatti, anche le persone che tendono a rimandare un numero ampio di attività sanno perfettamente che determinate altre attività non le rimanderebbero per nulla al mondo. Per questo motivo è necessario comprendere l’importanza del non identificarsi come una persona procrastinatrice e prendere consapevolezza del fatto che tale comportamento può anche essere sradicato.

È bene tenere in considerazione che rimandare attività o decisioni consiste in una scelta ben precisa che comporta specifiche conseguenze e responsabilità. Il procrastinare, inoltre, si rivela generalmente come una cattiva decisione perché non comporta la risoluzione dei problemi, quanto piuttosto un illusorio rifugio dagli stessi. Come già anticipato, qualora questa tendenza a procrastinare si consolidi, è possibile che invada differenti ambiti della nostra vita e che, di conseguenza, determini uno stato d’ansia generalizzato che può risultare particolarmente spiacevole. Così facendo, una persona può arrivare a rimandare l’inizio oppure la continuazione e la conclusione di un determinato compito facendo insorgere anche problematiche connesse all’ambiente lavorativo, piuttosto che a quello scolastico o di vita sociale. Questo può succedere perché il continuo rimandare un’attività può portarci a pensare di non essere capaci di svolgerla e, a seguito, può minare profondamente la nostra autostima. Qualora la tendenza a procrastinare sia diventata così profondamente invadente, potrebbe essere utile affrontare il problema attraverso un percorso psicologico, per riuscire a riappropriarsi nuovamente della propria vita, raggiungendo gli obiettivi prefissi e realizzando desideri e aspirazioni che accompagnano il percorso di crescita di ognuno. Molti di noi, però, non si trovano, fortunatamente, in una condizione così estrema e, di conseguenza, è possibile armarsi di buona volontà e ottenere un miglioramento notevole attenendosi a qualche semplice consiglio. Vediamone alcuni:

  • Per prima cosa, è importante conoscere le scadenze di un impegno e, dunque, fissare un tempo preciso per ogni attività da svolgere e, una volta fatto ciò, trovare delle buone motivazioni che ti spingano a non perdere tempo nel presente, per guadagnarne in futuro.
  • A fronte di compiti semplici, che richiedono una quindicina di minuti, la cosa più utile da fare è iniziarli subito, anche per non perdere di vista l’obiettivo finale o per non dimenticarsi gli aspetti più importanti.
  • Se bisogna affrontare numerosi impegni, è necessario essere in grado di definire la priorità di ciò che si vuole fare, in vista delle conseguenze che ne comporta, del tempo impiegato per farlo e di ciò che si vuole ottenere. A volte può essere utile anche alternare i compiti piacevoli e meno piacevoli per trovare un incentivo in più.
  • È molto vantaggioso anche pensare alle conseguenze positive che possono derivare dal compimento di un’attività e quelle negative che, al contrario, scaturiscono dalla sua procrastinazione.
  • Quando un compito appare troppo impegnativo è utile riuscire a suddividerlo in attività più piccole per rimanere al passo coi tempi e affrontare efficacemente il compito stesso.
  • Qualora sia necessario, bisogna prendere in considerazione anche la possibilità di chiedere aiuto ad altre persone che potrebbero in precedenza aver già affrontato un problema simile: il confronto con le esperienze altrui può permetterti di raccogliere idee che non avevi contemplato.
  • Che si tratti di compiti complessi o semplici, è sempre necessario cercare di eliminare le distrazioni momentanee che potrebbero rallentarti (come il telefono) sia per risparmiare tempo, sia per svolgere al meglio l’attività a cui ci si sta dedicando.
  • Da non sottovalutare assolutamente è l’importanza che ricoprono le pause, specie a fronte di compiti complessi e di momenti duraturi di lavoro. Infine, anche essere consapevoli dei propri limiti e non pretendere il massimo da sé stessi può permettere di raggiungere un obiettivo più concretamente.

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