OTTIMISMO VS PESSIMISMO

“Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità. L’ottimista vede l’opportunità in ogni difficolta”.

Alla base di una visione ottimista o pessimista c’è l’interpretazione e la visione che ciascuno ha di se’ e degli eventi che accadono nel corso della sua vita. Ci sono infatti persone portate ad amplificare ogni minima disavventura ed altre invece che non perdono la fiducia e la speranza anche nelle situazioni più difficili. L’ottimismo può essere definito come la tendenza a credere che si possano raggiungere risultati positivi piuttosto che negativi, e comporta l’avere una visione e delle aspettative positive verso il futuro. Al contrario il pessimismo si caratterizza per un atteggiamento di costante sfiducia verso la realtà e quindi la vita.

La differenza tra chi resiste tenacemente anche nelle situazioni di difficolta e chi rinuncia rapidamente sta proprio nella spiegazione che viene data agli eventi negativi e a quelli positivi. Alcune persone a fronte di un fallimento tendono ad assumersene completamente la responsabilità, vedendo in ogni sventura una conferma dei propri difetti o delle proprie inabilità; in questi casi, anche ogni possibile fonte di soddisfazione e gioia è interpretata in un modo che svaluta o attenua la componente personale (es. è stato un colpo di fortuna). Uno stile di interpretazione personale, pervasivo e permanente dell’insuccesso e impersonale, specifico e temporaneo del successo è ciò che caratterizza i pessimisti, non aiutandoli quindi a cogliere le opportunità che si presentano. E’ quindi uno stile di spiegazione degli eventi, di attribuzione e generalizzazione della casualità ciò che distingue i pessimisti dagli ottimisti. Il pessimista tende a ruminare sulle proprie disgrazie, aprendo così la strada anche a forme di depressione. L’ottimista invece è più tenace ha una visione positiva che gli permette di trovarsi maggiori opportunità.

Il ruolo dell’esperienza nel modo di confrontarsi con la realtà

L’ottimismo e il pessimismo non sono tratti di personalità ma modi di pensare e spiegare gli eventi e vengono appresi con l’esperienza. Già dall’infanzia le spiegazioni che genitori ed insegnanti danno del successo e dell’insuccesso predispongono il bambino a vedere il mondo in un modo piuttosto che nell’altro. Anche i momenti di difficoltà e di crisi che caratterizzano la crescita rappresentano un campo dove si misura la validità di queste spiegazioni e sono anche un’occasione per cercare spiegazioni e visioni alternative. Gli eventi traumatici, quali lutti, malattie, separazioni conflittuali dei genitori possono inoltre influenzare il modo di interpretare gli eventi in modo permanente.

Coltivare l’ottimismo e i suoi benefici

Benchè alcune persone sono più predisposte, l’ottimismo è qualcosa che si apprende nel tempo con l‘esperienza e talvolta anche con l’aiuto delle altre persone che possono sostenerci nei momenti di difficoltà ed aiutarci a cambiare la visione delle cose. Perché anche la spiegazione che in famiglia, a scuola, nel mondo del lavoro o fra amici si dà di un evento sono motivi per compiacersi o al contrario disperarsi.

Molti studi hanno dimostrato come a parità di capacità ed opportunità, un ottimista parte avvantaggiato rispetto ad un pessimista. Gli ottimisti si ammalano di meno e sono più in salute, vivono più a lungo, hanno più successo e riescono meglio a scuola, nel mondo del lavoro ecc., sono più resistenti allo stress e si riprendono più facilmente dalle sconfitte. L’ottimista infatti anche di fronte alle difficoltà, riesce a guardare avanti e a non perdere la speranza, è più centrato sul presente riuscendo così a gustare di più il momento ed il qui ed ora.

Per concludere i vantaggi di un pensiero positivo ed ottimista superano notevolmente gli svantaggi di un atteggiamento negativo e pessimista che arreca danni alla vita privata nonché professionale. A voi la scelta, diventare o semplicemente essere più positivi si può!

 

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