Le Paure dei Bambini

Fotolia_57809682_XSIl primo dovere dell’amore è: ASCOLTARE!

 

Chi da bambino non ha vissuto delle paure, concrete o immotivate, sappiate soprattutto che la paura non è una emozione negativa, ma difensiva. Il sistema corpo psiche rivela una “minaccia” presunta o reale e va in allerta. Per comprendere e mettere bene a fuoco le necessità dei bambini l’adulto deve partire dall’osservazione e dall’ascolto del proprio/dei propri figli, ma spesso davanti alla paura dei piccoli gli adulti si paralizzano.

Se non ascoltiamo però non cogliamo le loro necessità e il bambino rischia di sentirsi più solo e meno protetto, di conseguenza sempre più spaventato.

 

Le paure dei bimbi spaventano anche i grandi ma perché?

Alcuni genitori rimproverano i figli, altri diventano iperprotettivi, altri ancora le sottovalutano: le paure dei bambini inducono spesso nei genitori dei comportamenti un po’ maldestri. Forse, oltre all’ansia di protezione, le paure dei bambini toccano nuclei psichici profondi o ricordi dolorosi che mettono in apprensione gli adulti al di là delle stesse paure dei bambini. Trovare il modo giusto per aiutare i figli ad affrontarle è semplice, basta seguire alcune regole. Ricordando che le paure dei bambini sono un fattore importante per la maturazione psichica e lo sviluppo della personalità.

 

Paure dei bambini: quando sono normali

 

Esistono paure dei bambini che non devono spaventare: sono le cosiddette “paure sane”. Ecco quali sono le loro caratteristiche.

Sono paure “classiche” e di solito sono passeggere e più gestibili di altre: si riferiscono perlopiù agli stereotipi tradizionali: il buio, il lupo cattivo, l’uomo nero, la strega; che fanno parte delle normali fasi di sviluppo di tutti i bambini.

La loro presenza si fa sentire in momenti specifici, anche in modo intenso, ma non influenza troppo la vita del bambino. I ritmi e le attività consuete permangono.

Non restano uguali per tutta l’infanzia ma si modificano nel tempo, cambiando soggetto (e i dettagli riferiti) con l’avanzare dell’età del bambino.

La rassicurazione o anche solo la presenza di una figura di riferimento riesce a spegnere la paura e a riportare in breve il bambino alla tranquillità.

 

Paure dei bambini: quando occorre più attenzione

Se le paure dei bambini sono troppo invadenti, potrebbero essere il segnale che il piccolo sta vivendo un disagio innaturale che non va sottovalutato. Ecco come si presentano.

E se  li  terrorizzano (possono essere legate a piccoli/grandi traumi subiti o spaventi).

Il bambino si agita anche solo all’idea di dover affrontare la situazione a rischio. Dà la sensazione di sentirsi come annientato dal pericolo. Il bambino tende a generalizzare la paura anche ad altre situazioni, diverse da quella che in apparenza la ha scatenata, diviene insicuro e perde delle autonomie che prima aveva.

Se sono paure arrivate a seguito di traumi si manifestano sempre e solo in una situazione specifica che il bambino associa a un’esperienza negativa (ad esempio, senza pensare a chissà quali cose gravi: un luogo chiuso dopo essere rimasto bloccato in ascensore).

Parliamo di paure molto invadenti che condizionano la vita del bambino e quella dei genitori, impedendo alcune attività fondamentali.

Queste paure, se non affrontate sul piano clinico rimangono permanenti, non si modificano nel tempo ma rimangono intatte nonostante lo sviluppo del bambino e risultano vistosamente fuori tempo e fuori luogo (ad esempio la paura di un pupazzetto all’apparenza innocuo che si trasforma in mostro a otto anni).

Possono in età adulta dare origine a disturbi d’ansia e disturbi più gravi, ecco perché è importante: capire, confortare e aiutare.

 

Cosa fare per affrontare e le paure dei bambini?

 

Ecco i comportamenti da evitare e quelli da preferire per aiutare i vostri figli a superarle.

Non trattateli da paurosi e non fateli sentire in colpa otterreste solo l’effetto contrario.

Fateli sempre esprimere sulle loro paure chiedendo loro di raccontarvi le emozioni e le fantasie che li inquietano, con dolcezza e senza forzarli, già favorendo “l’esorcizzazione” delle paure stesse attraverso la narrazione.  Riuscire a parlarne e sentirsi accolti riduce la tensione e aiuta ad affrontare il problema, che non è più all’interno del bambino ma esternalizzata nel racconto e depositata su un adulto rassicurante e competente.

Un altro aspetto fondamentale è essere “lì” nel momento in cui la paura si manifesta. Una presenza calma e affettuosa ha un immediato effetto tranquillizzante e se non riuscite a stare calmi, prima calmatevi e poi dialogate con il bambino.

Mostrate serenità ed evitando i due poli opposti: non mostratevi sempre ansiosi né sempre spavaldi, perché i piccoli potrebbero sentirsi soli e inadeguati o al contrario emularvi e diventare “spacconi” anche a dispetto dei propri limiti ed emozioni.

Evitate più di tutto i confronti: ogni bambino ha i suoi tempi, che vanno rispettati. Dietro un bambino più pauroso rispetto alla media può nascondersi il seme di un talento e di un coraggio fuori dal comune.

Ultimo importante consiglio non dite mai: “Affronta la paura, devi essere forte”. Spingere un bambino a viso aperto contro una paura è sbagliato, perché può trasformare la paura in terrore e ingigantire il problema.

 

Se non riuscite e vi accorgete che il bambino o la bambina è troppo spaventato e la paura permane rivolgetevi a noi.

 

Il nostro progetto di ricerca a favore della cura e sostegno ai genitori per le paure vissute dai bambini.

Il nostro Centro ha finanziato una ricerca che partirà tra pochi giorni in un grande complesso scolastico, per comprendere e studiare sul piano clinico il fenomeno paure dei bambini e paure degli adulti a confronto.

Dal presente progetto che analizzerà un campione di circa 220 bambini  e 440 genitori (madri e padri) avrà origine uno studio statistico e clinico e una conseguente pubblicazione per consigliare ed aiutare i genitori, attraverso fiabe e riflessioni.

 

Perché adulti e bambini a confronto in una ricerca?

Gli adulti spesso non considerano le emozioni dei bambini importanti fino a che esse non si manifestano in modo invasivo e/o patologico e questo accade perché si muovono nel mondo con dei pregiudizi.

In psicologia si intende per “pregiudizio” l’opinione preconcetta concepita non per conoscenza diretta di un fatto, di una persona o di un gruppo sociale, quanto piuttosto in base alle opinioni comuni o alle voci.  Un concetto errato (che è sempre possibile) si trasforma in pregiudizio quanto rimane irreversibile anche di fronte a nuovi dati conoscitivi. Conoscere i pregiudizi degli adulti, incontrandoli e parlandone, è importante per noi per prevenire dei problemi nei più piccoli.

Perché tra tutte le emozioni abbiamo scelto  la paura?

La Paura è una delle tante emozioni provate dall’essere umano nel corso della sua vita ed è considerata Primaria, cioè un’emozione semplice, chiaramente individuabile in noi stessi e negli altri. I segnali che la caratterizzano sono diversi. In noi stessi, è riconosciuta tramite segnali fisiologici strettamente legati ad un evento causale, pericoloso per la persona che la prova, mentre negli altri attraverso l’osservazione delle espressioni del volto e della postura.

Proprio per questo, diversi ricercatori hanno studiato la Paura e le reazioni che questa emozione così intensa provoca nell’essere umano, notando una diversità consistente nella percezione della paura nei bambini e negli adulti (Oliverio Ferraris, 2007).

E’ inoltre necessario, distinguere fra l’emozione di Paura causata da uno “Spavento”, che attiva immediatamente il corpo ma che non lascia traccia e la Paura “Shock”, che invece lascia una traccia ben visibile e attiva il sistema nervoso ogni volta che viene percepita una minaccia (ignoto) reale o presunta. Questa paura si manifesta con il Disturbo Post-Traumatico da Stress, che è difficile da codificare e che consiste nella risposta di paura di un individuo, nei confronti di una minaccia reale o percepita, a seguito di uno Shock precedentemente subito (Craparo, 2013 – Path Odgen – Trauma e corpo e molti altri).

I bambini percepiscono molte fonti di paura nella loro quotidianità, più di quante non ne percepiscano gli adulti. Questo è spiegabile dal fatto che un bambino associa Paura a tutto ciò che non conosce e che potrebbe causare qualcosa che non riesce a controllare. Per questi motivi, le spiegazioni che gli adulti danno riguardo le Paure dei bambini, sono importanti e fondamentali per permettere loro di affrontare in modo sereno la loro vita, crescendo nella consapevolezza che non tutti gli elementi sconosciuti devono provocare paura (Erickson, 2012).

Ogni essere umano influenza con il suo comportamento e le sue emozioni chi gli sta attorno, e a maggior ragione la figura fondamentale del genitore nella vita del bambino può influenzare il suo modo di vedere il mondo.

Avere delle ansie o delle paure è normale, sapere come rassicurare i bambini è fondamentale per la loro crescita.

Come per noi adulti è rassicurante ricevere delle spiegazioni anche per i bambini lo è.

Per questo motivo un genitore che non sa o non sente di essere in grado di farlo in ogni occasione può sentirsi insicuro e involontariamente trasmettere le sue paure.

Attraverso questa ricerca vogliamo occuparci della paura vissuta dai bambini in varie situazioni e della capacità degli adulti di rassicurarli se vivono le loro stesse paure, la paura percepita in modo costante nell’età infantile è uno dei fattori predisponenti ai sintomi ansiosi.