LA SODDISFAZIONE: UN PASSO VERSO LA FELICITA’

 “La felicità non viene da un lavoro facile,

ma dal bagliore di soddisfazione che appare

dopo il raggiungimento di un compito difficile, che richiedeva il nostro meglio”.
(Theodore Isaac Rubin)

 

Da sempre la ricerca della felicità è uno degli obiettivi più perseguiti dal genere umano, forse proprio a causa del suo difficile raggiungimento, motivato della natura spesso insaziabile dell’uomo. La prima difficoltà in tale ricerca, infatti, deriva dalla complessità del concetto stesso di felicità, costrutto multidimensionale che varia da individuo a individuo. Quello che numerose volte può sfuggire alle persone è che la chiave del raggiungimento della felicità si trovi nella soddisfazione; a tal proposito, esiste una vera e propria equazione che esprime la relazione tra questi due fattori:

felicità=soddisfazione/desideri

Da questa semplice equazione, dunque, possiamo dedurre che ci siano due modi per accrescere la nostra felicità: aumentando il numero di soddisfazioni o, d’altra parte, diminuendo il numero di desideri.

Molte sono le persone e gli studiosi che si sono occupati di descrivere il costrutto della soddisfazione; a tal proposito è stato introdotto il concetto di soddisfazione di vita. Con questo termine si indica la valutazione cognitiva che ogni individuo attua della propria vita nel complesso, cioè la valutazione soggettiva che ognuno intraprende nei confronti dei propri obiettivi, desideri e bisogni soddisfatti. Quello che è stato possibile osservare è che la soddisfazione di vita svolge una funzione protettiva rispetto alle situazioni stressanti e per tale motivo si può considerare un indicatore del benessere psicologico.

Queste semplici considerazioni, dunque, ci permettono di comprendere che il principale ostacolo nella ricerca della felicità deriva direttamente dal comprendere dove essa debba essere svolta: la maggior parte delle persone si rivolge esclusivamente al mondo esterno, senza prestare attenzione al proprio mondo interno. Eppure, abbiamo testimonianze molto antiche di come la soddisfazione debba essere ricercata in noi e non altrove, basti pensare alla frase di Socrate “Chi non è soddisfatto di ciò che ha non sarebbe soddisfatto neppure se avesse ciò che desidera”. Perché allora il raggiungimento di questo obiettivo sembra una vera e propria impresa?

Al giorno d’oggi non bisogna assolutamente sottovalutare l’impatto che ha sulle nostre vite la cultura e la società: soprattutto in Occidente viviamo immersi in una società improntata sul marketing che cerca di ricordarci ogni giorno quanto sia essenziale comprare per sentirsi davvero realizzati. Con questo, non intendiamo dire che la strada per la felicità sia l’accontentarsi, anzi, rispetto a questa possibilità ci sentiamo di poter condividere il pensiero espresso da un noto cantante italiano (indipendentemente dai gusti musicali di ognuno) secondo la quale “chi si accontenta gode… così così”. Essere soddisfatti, infatti, non significa accontentarsi, essere soddisfatti significa essere in grado di apprezzare pienamente ciò che si è e ciò che si ha anche per il tempo che si è dedicato nel raggiungere i propri obiettivi. Essere soddisfatti significa apprezzare pienamente la propria vita senza desiderare di essere qualcun altro o avere ciò che hanno gli altri, significa comprendere che la propria vita non dev’essere paragonata a quella degli altri (anche perché troveremo sempre qualcuno che starà meglio di noi ma troveremo anche sempre qualcuno che starà peggio di noi). Per essere soddisfatti bisogna crescere interiormente ed accettare sé stessi, con i propri difetti e la propria vita.

Anche in questo caso il nostro obiettivo è quello di risultare utili proponendovi alcuni suggerimenti da utilizzare per riuscire a cogliere la vera essenza di una vita felice: la soddisfazione.

  • Il primo aspetto su cui è necessario concentrare la propria attenzione è il momento presente: per riuscire ad essere soddisfatti di ciò che si ha e di ciò che si è bisogna partire da ciò che abbiamo e ciò che siamo adesso. Apprezzare quello che abbiamo, così come comprendere ciò che non vogliamo, è impossibile se siamo ossessionati da esperienze passate o da aspettative future.
  • Per riuscire ad essere soddisfatti è necessario tenere in considerazione che il percorso verso la propria felicità dipende in grandissima parte da noi stessi e può solo essere influenzato dagli eventi esterni. Con questo non vogliamo essere irrealistici, siamo consapevoli del fatto che la vita possa metterci a dura prova in numerose occasioni e che a volte i nostri mezzi non siano sufficiente ad affrontare da soli queste complicazioni, quello che intendiamo è che per essere felici è necessaria la consapevolezza dell’importanza che riveste il nostro stesso ruolo. Siamo noi stessi a scegliere ciò a cui dare importanza e siamo sempre noi a prendere decisioni inerenti la nostra vita.
  • Per essere appagati dalla nostra esistenza dobbiamo avere un ruolo attivo in essa e, di conseguenza, dobbiamo iniziare a conoscerci per ciò che siamo veramente. Conoscersi significa comprendere le proprie emozioni, le relazioni connesse ad esse e i comportamenti che si mettono in atto. Attraverso la conoscenza di noi stessi possiamo valutare ciò che amiamo e cercare di perseguire obiettivi che riteniamo importanti. Diventarne consapevoli ci permette di investire le energie necessarie per noi stessi e il raggiungimento del piacere.
  • Un aspetto che frequentemente viene sottovalutato è la gratitudine. Cresciamo all’interno di una società che sembra dirci che tutto ci è dovuto, a partire dalle vere necessità, che nemmeno prendiamo in considerazione, quali la salute, le persone care, un lavoro, i beni materiali (casa, auto, vestiti) e quelli alimentari. Se non siamo in grado di compiacerci della nostra fortuna e di essere riconoscenti alla vita stessa, oltre che agli altri, non potremo mai raggiungere una piena soddisfazione.
  • La piena soddisfazione del sé non potrebbe mai essere raggiunta se non avessimo persone con cui condividere momenti e sensazioni di gioia. Amici, compagni, partner e membri della propria famiglia migliorano la nostra vita, oltre che la nostra autostima, grazie alla sensazione di essere necessari che ci infondono con il loro affetto. Le persone che ci conoscono davvero e ci apprezzano per ciò che siamo ci permettono di sentirci bene con noi stessi. Per questo motivo è importante non dare mai per scontati i legami che ci uniscono a tali persone ma bisogna lavorarci continuamente e nutrirli con amore.
  • È indispensabile riuscire a liberarsi dall’influenza delle persone “tossiche”, quelle che non ci fanno sentire bene con noi stessi, che non ci apprezzano e non ci aiutano ad apprezzarci, anche per evitare che le loro critiche si insinuino nel nostro animo e inneschino in noi un processo di continuo confronto. Tra gli aspetti più dannosi che ci possono essere per il sé, sicuramente vi è quello di paragonarsi agli altri, ai loro obiettivi e ai loro traguardi. La felicità non è uguale per tutti, non necessariamente ciò che è adatto per una persona risulta esserlo per un’altra. Inoltre, ogni individuo ha potenzialità differenti e questo non dev’essere mai dimenticato.
  • Per essere contenti, però, non è possibile unicamente valutare ciò che abbiamo e focalizzare tutta la nostra attenzione su di esso, altrimenti rischieremmo di accontentarci e basta. Un’ulteriore passo, dunque, dev’essere quello di porsi degli obiettivi realizzabili e stimolanti. Infatti, il raggiungimento di un obiettivo “sudato” è senza dubbio una delle principali fonti di soddisfazione e permette di arricchire la nostra esperienza di vita. Nel fare ciò, però, non possiamo pensare che sarà sempre tutto facile: incontreremo degli ostacoli inevitabilmente ma non possiamo farci abbattere da questi. Anzi, molto spesso gli ostacoli possono dimostrarsi vere e proprie opportunità se siamo in grado di accoglierli nel modo giusto. Superare una sfida rende la nostra vita più stimolante e incrementa la nostra autostima.

Essere soddisfatti della propria vita, di sé stessi e di tutto ciò che si ha, deriva da un lungo lavoro sul sé che procede attraverso un percorso non sempre semplice; per questo motivo, per quanto sia importante rimanere consapevoli della propria fortuna, non bisogna mai sottovalutare ciò che ci accade. Essere soddisfatti non indica necessariamente avere una vita perfetta, priva di difficoltà o di momenti bui. È proprio allo scopo di essere soddisfatti e, dunque, felici, che dobbiamo riconoscere quando stiamo affrontando una crisi più grande di noi e, di conseguenza, quando chiedere aiuto. Qualora si abbia la sensazione di non riuscire ad uscire da soli dalle proprie difficoltà è necessario riconoscerlo, accettarlo e rivolgerci a persone esperte che possano permetterci di trovare in noi le giuste risorse per tornare ad affrontare la vita col sorriso sulle labbra.

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*