LA PRATICA DEL TRAINING AUTOGENO PER IMPARARE AD ASCOLTARSI

Al giorno d’oggi viviamo immersi in un mondo che chiede sempre di più, ma in meno tempo e spesso siamo incapaci di fare qualcosa che dovrebbe essere molto semplice: stare in ascolto di noi stessi e del nostro corpo, con le proprie esigenze e necessità. Sono sempre meno, infatti, i momenti di calma che possiamo dedicarci e questo comporta molte volte un risultato di generale malessere. Una buona occasione per cercare il proprio equilibrio può essere la pratica del Training Autogeno, una tecnica di rilassamento e di autodistensione che permette di raggiungere un’armonia tra la mente e il corpo. Si tratta di un metodo ideato dal Dr. Schultz, già diffuso in America e in Europa, che prevede semplici esercizi, da svolgersi con regolarità e costanza, mirati al benessere mentale e fisico. Da sottolineare è proprio l’importanza che ricopre la continuità della pratica, del resto non bisogna dimenticarsi che il significato della parola “training” è proprio quella di “allenamento”. Questa tecnica si ispira alla filosofia di vita orientale e permette di cambiare i propri atteggiamenti mentali, anche radicati, apprendendo ad utilizzare il pensiero, la concentrazione e l’attenzione in modo diverso; infatti, mentre normalmente ci si dedica a imparare come “fare” qualcosa di nuovo, con il training autogeno si sposta l’attenzione proprio sul “non fare”. In effetti, fermarsi su noi stessi per concentrarsi può aiutarci ad elaborare tutte le informazioni che precedentemente sono state acquisite.

Questa tecnica di rilassamento permette di sviluppare la concentrazione mentale e di conoscere meglio il proprio corpo modificando progressivamente differenti distretti, come quello muscolare, respiratorio, vascolare, cardiaco, cerebrale e addominale, focalizzandosi su di essi. Il fondamento di questa tecnica è quello di raggiungere uno stato di rilassamento fisico attraverso esercizi che comportano abilità cognitive quali la concentrazione: il forte legame che unisce mente e corpo è il perno centrale da cui non si può prescindere. Si tratta, per l’appunto, di due componenti distinte e autonome, però strettamente correlate in un rapporto di continua influenza reciproca. Le funzioni del training autogeno sono svariate e possono essere generali (migliorare lo stato di salute, incrementare prestazioni, concentrazione e autocontrollo, ampliare la capacità di recupero, gestire efficacemente le emozioni, combattere le fobie) ma anche più specifiche (combattere l’insonnia, la tachicardia o la gastrite, l’ansia e l’arrossimento). Gli ambiti di applicazione sono quindi numerosi (sportivo, clinico, scolastico, lavorativo, etc.) con lo scopo generale è quello di ridurre lo stress e ritrovare il benessere.

Il centro Dyma offre la possibilità di conoscere più concretamente la tecnica del training autogeno attraverso un corso in 5 incontri, in piccoli gruppi, a cadenza settimanale, della durata di un’ora e mezza (a partire dal 22 ottobre 2018). Questo corso offre anche l’opportunità di apprendere esercizi che possono essere riprodotti nell’ambiente domestico in autonomia. La possibilità di svolgere gli esercizi appresi in forma autonoma, dunque anche in assenza di un professionista, è uno dei punti di forza di questa tecnica, perché spinge ogni soggetto verso l’indipendenza; da aggiungere vi è anche il fatto che, una volta appreso, il training autogeno può essere effettuato in ogni contesto, caratteristica che permette di utilizzarlo per affrontare qualunque difficoltà quotidiana. Inoltre, gli esercizi praticati durante il corso saranno differenti e questo permetterà a ogni persona di sperimentare e comprendere quali possono essere quelli maggiormente adeguati a sé stessi, per riuscire a rilassarsi. Gli obiettivi specifici che si vogliono raggiungere sono i seguenti:

  • Recupero profondo ma rapido delle proprie energie (già dopo i primi incontri si avverte uno stato psicofisico di maggior rilassamento);
  • Autoinduzione della calma, attraverso il rilassamento interiore, per raggiungere il rilassamento e scaricare lo stress;
  • Miglioramento delle proprie prestazioni in ambito scolastico/lavorativo grazie al lavoro sugli stati emotivi collegati all’ansia di dare il meglio di sé, permettendo di sviluppare le proprie potenzialità;
  • Diminuzione della percezione di dolore (qualora presente) attraverso il rilassamento della parte contratta;
  • Riduzione dei sintomi somatici (come cefalee o coliti);
  • Maggior consapevolezza del sé e abilità di introspezione acquisite imparando a pensare a sé stessi.

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