LA NEUROPSICOMOTRICITA’ INFANTILE

La neuropsicomotricità è una disciplina principalmente di natura sanitaria che si occupa di interventi educativi, riabilitativi e preventivi, che prevedono l’interazione e l’integrazione delle funzioni motorie, cognitive e sensoriali del bambino. Essa si rivolge prevalentemente all’età evolutiva, accompagnando il piccolo lungo il suo percorso di crescita. L’attività psicomotoria permette l’espressione del sé corporeo attraverso il movimento e le attività ludiche create dal neuropsicomotricista appositamente per ogni bambino, tenendo quindi conto delle sue caratteristiche, delle difficoltà e delle potenzialità, in modo da favorire lo sviluppo armonico del piccolo. Attraverso la gestione del setting (spazi, tempi, materiali, rituali), vengono create le condizioni per promuovere il movimento ed il gioco spontaneo dei bambini, principali fattori di sviluppo. Il movimento e l’espressione libera dei propri vissuti e delle proprie emozioni sperimentabili durante gli incontri di psicomotricità sono molto importanti, perché favoriscono nel bambino lo sviluppo di nuove capacità e strategie per relazionarsi con gli altri e il mondo esterno. La neuropsicomotricità permette, inoltre, di intervenire su alcune difficoltà del bambino, che si manifestano attraverso il gioco eo il movimento: esse possono essere sia di natura motoria (coordinazione, goffaggine, impaccio, difficoltà nella motricità finegrafo-motricità) sia di natura cognitiva. La neuropsicomotricità, infatti, prevede anche l’utilizzo di attività ludiche più statiche e strutturate, volte al potenziamento delle funzioni mentali, importanti per lo sviluppo delle competenze cognitive del bambino (attenzione, percezione, concetti spazio-temporali, programmazione e pianificazione). Si rivela utile, pertanto, anche nelle situazioni di difficoltà scolastiche e DSA.

Perchè fare psicomotricità?

Perchè permette ai bambini di esprimere sé stessi e il proprio corpo in un contesto nella quale si impara a gestire il modo in cui ci si relaziona con l’altro e ad acquire strategie utili nella vita quotidiana. Il Neuropsicomotricista permette, tramite la totale espressione della personalità del bambino, di farlo crescere sperimentando attività ludiche che, a causa delle sue difficoltà, non è riuscito a sviluppare in autonomia. Inizia così un percorso di trasformazione che, una volta concluso, rende il bambino pronto a mettersi in gioco e rapportarsi con il mondo esterno.

Chi è il Terapista della Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva? (TNPEE)

“ll terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva è l’operatore sanitario che, in possesso del diploma universitario abilitante, svolge, in collaborazione con l’Equipe multi professionale di neuropsichiatria infantile e in collaborazione con le altre discipline dell’area pediatrica, gli interventi di prevenzione, terapia e riabilitazione delle malattie neuropsichiatriche infantili, nelle aree della neuropsicomotricità, della neuropsicologia e della psicopatologia dello sviluppo.” (Profilo professionale, D.M. 17 gennaio 1997, n.56) Il TNPEE è uno specialista dell’Età Evolutiva, grazie alle conoscenze teoriche-pratiche sulle competenze del bambino, attento ai bisogni del piccolo nella sua globalità, in modo da sostenerlo nel suo sviluppo favorendo un’evoluzione armonica sia in termine quantitativi che qualitativi. Il TNPEE utilizza come strumento il gioco, attività propria del bambino. Tramite attività ludiche motivanti, il terapista è in grado di creare delle esperienze di apprendimento significative, agendo sulle difficoltà emerse durante il percorso di crescita del bambino.

Per chi?

La terapia neuro-psicomotoria è rivolta a tutti i bambini che stanno incontrando, durante il loro percorso di crescita, diversi tipi di difficoltà, che necessitano di un aiuto specifico. Intervenire sulle difficoltà del bambino significa aiutarlo a favorire una maggiore armonia nel suo sviluppo. Gli ambiti di intervento della neuropsicomotricità sono:

• Impaccio e goffaggine.

• Disturbo della coordinazione motoria.

• Disprassia, ovvero l’incapacità di compiere movimenti volontari coordinati tra loro.

• Disturbi dello spettro autistico.

• Difficoltà emotive-relazionali.

• Disturbo da deficit di attenzione con iperattività (ADHD)

• Sindromi genetiche.

• Difficoltà comportamentali (oppositività, condotta e adattamento).

• Ritardi cognitivi e dello sviluppo psicomotorio.

• Disturbi specifici dell’apprendimento.

Quali sono gli obiettivi della neuropsicomotricità?

Gli obiettivi della neuropsicomotricità sono specifici e costruiti a seconda dei bisogni e delle caratteristiche di ogni bambino. Tramite un’osservazione psicomotoria, il TNPEE realizza un progetto che viene condiviso con la famiglia e l’Equipe riabilitativa. Tra gli obiettivi comuni della neuropsicomotricità possiamo trovare: Favorire la conoscenza e la consapevolezza del sé corporeo. Migliorare la coordinazione dinamica generale. Aumentare i tempi attentivi. Promuovere uno sviluppo armonico delle tappe evolutive. Favorire l’analisi e la programmazione delle attività da svolgere. Migliorare l’elaborazione dei dati percettivi. Promuovere lo sviluppo dei concetti spazio-temporali. Promuovere l’intenzionalità comunicativa verbale e non verbale. Migliorare gli aspetti relazionali comportamentali del bambino.

Quali sono gli strumenti utilizzati durante un incontro di psicomotricità?

“I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie” (M. De Montaigne). Lo strumento principale della neuropsicomotricità è il gioco. Tramite il gioco spontaneo e le attività ludiche proposte dal neuropsicomotricista, i bambini possono sperimentare il movimento e il loro corpo, favorendo una migliore consapevolezza del proprio essere. Attraverso il gioco il bambino entra in una relazione di fiducia e di aiuto con il terapista, nella quale può sentirsi libero di esprimere le sue paure, difficoltà, insicurezze… e le sue grandi potenzialità. All’interno del gioco, in una situazione di costante motivazione e coinvolgimento, il bambino sviluppa le competenze della vita quotidiana, senza che gli vengano imposte attività eccessivamente rigide e noiose. Il Neuropsicomotricista utilizza diverse modalità di interazione con il bambino, rispettando le sue caratteristiche e i suoi tempi, in modo da favorire l’espressione delle proprie emozioni e il corretto sviluppo di competenze cognitive, relazionali e motorie. Le attività preparate appositamente per il bambino prevedono sia l’utilizzo di materiale non strutturato (per favorire la creatività del bambino) sia strutturato (per migliorare competenze specifiche motorie e cognitive). Il Neuropsicomotricista utilizza oggetti e attrezzi per stimolare la coordinazione globale (spostamenti, equilibrio, scioltezza, ritmo…), la coordinazione occhio-mano, la motricità fine. È compito del neuropsicomotricista scegliere gli oggetti psicomotori (funi, teli, palloni, coni, mattoni…) più adatti per fare emergere le competenze del bambino in base agli obiettivi prefissati. Dopo la sperimentazione motoria, è importante che ci sia un momento di cognizione, ovvero una riflessione su ciò che è stato fatto. Verbalizzando o disegnando, il bambino impara a riconoscere, esprimere e comunicare le sue emozioni.

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