LA GESTIONE DEGLI STATI EMOTIVI DOLOROSI E MINDFULNESS

La nostra vita è piena di emozioni. Proviamo emozioni in ogni istante della nostra esistenza, ma spesso non ne siamo consapevoli poiché sono cambiamenti così lievi da risultare impercettibili.

Le più comuni sono gioia, paura, tristezza, ansia, rabbia, senso di colpa, invidia, piacere, vergogna, disgusto, disprezzo, sorpresa: alcune sono piacevoli, altre decisamente fastidiose.

Possiamo definire l’emozione come uno stato mentale e fisiologico che coinvolge l’unità mente-corpo: in risposta a stimoli interni (per esempio, un pensiero o un ricordo) o esterni (un evento esterno, il dialogo con una persona), si attiva l’organismo e si presentano modificazioni psicofisiologiche. L’attivazione emotiva coinvolge i nostri organi interni, ma modifica anche il nostro comportamento non verbale, la nostra gestualità e la mimica facciale.

Le emozioni caratterizzano da sempre il genere umano e hanno un’importante funzione in termini evolutivi: rendono più efficace la reazione dell’individuo a situazioni in cui si rende necessaria una risposta immediata ai fini della sopravvivenza. La paura, ad esempio, è stata fondamentale per i nostri antenati per fuggire dai  predatori.

Le emozioni rivestono anche una funzione relazionale e sociale: esse comunicano qualcosa agli altri in modo immediato e li influenzano (che lo vogliamo o meno). Le espressioni del viso, infatti, e la gestualità hanno un impatto comunicativo molto più rapido delle parole.

Diversi studi in letteratura hanno dimostrato che lo stress e le emozioni dolorose incidono negativamente sul sistema immunitario: le emozioni legate alla sofferenza pesano negativamente sulla salute. Più nello specifico, coloro che hanno sperimentato lunghi periodi di ansia, tristezza e pessimismo hanno il doppio delle probabilità di sviluppare alcune patologie quali emicrania e ulcera.

Le emozioni dolorose, però, fanno parte della condizione esistenziale dell’uomo! Tutti noi sperimentiamo tristezza, paura, ansia, senso di colpa, vergogna, anche se con frequenza e intensità differenti.

Cosa possiamo fare allora per stare meglio?

La soluzione è trovare una nuova modalità di vivere e gestire le emozioni negative, così che non producano più tanta sofferenza.

Il primo passo nel processo di regolazione delle emozioni è imparare a identificare e definire le emozioni in corso: “cosa sta succedendo, cosa sto provando?”.

Il passo successivo è cercare di capire a cosa ci serva quell’emozione che stiamo provando proprio in quel momento. Le nostre reazioni emotive agli eventi e alle persone possono fornirci informazioni o segnali d’allarme (“sto realmente bene in questa situazione, mi sento al sicuro?”) che razionalmente abbiamo difficoltà a comprendere. Di contro, a volte le emozioni, più che segnali, ci sembrano fatti oggettivi: “se mi sento incapace, significa che lo sono”. Queste valutazioni possono essere fuorvianti: noi non siamo solo le nostre emozioni, è bene ricordarlo!

Esistono diverse strategie per ridurre la sofferenza emotiva: il punto fondamentale è che non si possono evitare né negare le emozioni dolorose, ma si può imparare ad affrontarle.

Le tecniche comportamentali di rilassamento sono particolarmente indicate nel caso di forte ansia e stress: la respirazione profonda, l’uso della respirazione lenta, il rilassamento muscolare progressivo e il training autogeno sono esperienze efficaci di management degli stati emotivi.

Una strategia molto utile, che viene proposta nei contesti di psicoterapia, è mettere in atto comportamenti di segno opposto: aumentare il numero di situazioni e di eventi piacevoli nella propria vita è un modo per incrementare le emozioni e gli stati d’animo positivi. E’ importante aumentare le occasioni in cui possiamo sentirci bene.

Un recente approccio alla gestione delle emozioni dolorose è quello basato sulla pratica della Mindfulness: lasciare libero corso a tutte le emozioni, anche alle emozioni spiacevoli, prestarvi attenzione senza giudicare e, infine, accettarle.

Il termine Mindfulness deriva dalla antica lingua Pali (lingua del Buddha) e significa “ricordare, prestare attenzione a qualcosa in modo particolare”. E’ una pratica meditativa che deriva dagli insegnamenti del  buddismo e dalle pratiche di meditazione yoga, ma negli ultimi anni questo modello è stato assimilato ed utilizzato in molte discipline psicoterapeutiche di orientamento cognitivo-comportamentale.

La definizione maggiormente condivisa  è quella di Jon Kabat-Zinn (2003): “Mindfulness è la consapevolezza che emerge prestando intenzionalmente attenzione, nel momento presente e in modo non-giudicante, al dispiegarsi dell’esperienza, momento per momento”.

Praticare la meditazione Mindfulness significa quindi imparare a prestare attenzione, momento per momento, intenzionalmente e in modo non giudicante alla nostra esperienza.

Il cambiamento è possibile nel momento in cui accettiamo le nostre esperienze interne dolorose e in seguito ci impegniamo per il cambiamento. La pratica della meditazione di tipo Mindfulness contribuisce a migliorare le nostre capacità di attenzione e la consapevolezza di ciò che viviamo: la padronanza dei nostri stati emotivi e degli stili di pensiero permette maggiori possibilità di esplorazione, espressione e cambiamento di tali contenuti.

La pratica della Mindfulness è utile a tutti e in tutte le fasi della vita.

E’particolarmente indicata per le persone che sperimentano vissuti di ANSIA (ansia sociale, attacchi di panico…) e per chi sta attraversando situazioni di vita complesse. E’ un valido aiuto per affrontare lutti, malattie e dolore cronico. Viene, inoltre, da anni applicata anche nei contesti organizzativi con indubbi benefici sul clima lavorativo.

La Mindfulness è una pratica utilissima per tutti coloro che vivono condizioni di vita stressanti (stress lavorativo, problematiche di coppia, criticità nel lavoro e in famiglia) e cercano un modo nuovo, semplice e efficacie di STARE BENE.

Anche i bambini possono meditare! La ricerca conferma quanto sperimentiamo ogni giorno: i bambini e gli adolescenti con difficoltà di attenzione e di iperattività sperimentano un significativo miglioramento con la pratica Mindfulness.

Nel centro DYMA è attiva un’equipe multidisciplinare che pratica e utilizza i protocolli MINDFULNESS in modo mirato in un’ottica di benessere. L’equipe organizza corsi adatti a tutte le fasce di età e incontri di approfondimento sul tema.

KEEP CALM AND … STAY MINDFULNESS!

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