I DIVERSI VOLTI DELLA GELOSIA

Tornando con voi a parlare di emozioni oggi ci soffermiamo sulla GELOSIA…

“Chi di noi non è mai stato geloso?” La gelosia, bene o male, l’abbiamo provata un po’ tutti, almeno qualche volta nella vita.

Nasce quando temiamo di perdere qualcosa di prezioso per noi. Se ci pensate, infatti, non proviamo gelosia per tutte le cose che abbiamo o per tutte le persone che fanno parte della nostra vita; e non proviamo gelosia nemmeno in qualsiasi circostanza.

La proviamo invece, in determinati momenti, quando sono coinvolte persone e cose particolarmente care, soprattutto se c’è una condizione fondamentale: il pericolo.

Ma che cos’è la gelosia? Da dove nasce?

La gelosia è da sempre stata argomento privilegiato nell’arte e nella letteratura: è presente in tutte le culture da migliaia di anni ed è l’oggetto di molti miti, canzoni, leggende, libri e ricerche scientifiche. Da più parti si è cercato di descriverla, di definirla e di capire da dove nasce e quali comportamenti provochi.

 

Anzitutto va detto che la gelosia non la si percepisce solo all’interno di una coppia (nonostante questo sia il caso più tipico), ma anche tra fratelli, cugini, amici, familiari, colleghi, oggetti, ecc.

Possiamo quindi dire che non esiste un unico tipo di gelosia ma si può parlare di più tipi di gelosia distinguibili in base all’oggetto verso cui questo stato emotivo è rivolto; e questo complica ulteriormente il problema! Infatti è diverso essere gelosi di uno cosa ed essere gelosi di una persona. Nel primo caso c’è un desiderio di esclusività per delle cose che ci appartengono e che non vorremmo cedere in uso ad altri (gelosia materiale); nel secondo caso domina il timore di perdere l’affetto, il più delle volte esclusivo, di una persona (gelosia romantica). 
In ultimo esiste anche una gelosia da confronto sociale che origina dal desiderio di ottenere un bene che non si ha (un lavoro, un premio o anche l’amore di una persona), e dal timore che qualcun altro possa ottenerlo al posto nostro.

La gelosia romantica

Le ricerche in ambito psicologico, così come la letteratura in senso lato, si sono occupate in prevalenza di questo tipo di gelosia: un insieme di sentimenti ed emozioni riguardo la persona amata dietro i quali si nasconde quasi sempre la paura dell’abbandono e della solitudine.  E’ un’emozione molto forte che rischia, in molti casi, di annebbiare la ragione e farci compiere gesti insensati. E’ anche vero che un po’ di gelosia non fa male, e sono molte le donne che si sentono più amate e desiderate di fronte a un partner un po’ geloso, rispetto a un partner aperto e poco sospettoso. In alcune parti d’Italia la gelosia è un sentimento culturalmente accettato, in particolare al sud dove la gelosia oltre che al senso di possesso è legata alla mancanza di rispetto.  Esiste però un confine tra una gelosia normale, o costruttiva, ed una distruttiva; vediamo nel dettaglio:

  • Gelosia costruttiva
    La gelosia, può anche far bene alla coppia, se sapientemente dosata e gestita. Una gelosia benigna, naturale che fa bene alla coppia è quella che nasce come istinto di protezione per la coppia stessa. Di fronte a un atteggiamento ambivalente del partner, o a qualcuno che corteggia il partner, il partner geloso cercherà maggiore intimità, o farà sentire la sua presenza con sguardi e comportamenti volti a “segnare” il territorio. Per esempio di fronte a uno sguardo troppo insistente, da parte di un estraneo, diretto al proprio partner, gli prenderà la mano o gli cingerà un braccio attorno alla vita. Questi sono tutti comportamenti assertivi, che hanno lo scopo di proteggere la coppia e sono naturali. Esiste inoltre una gelosia strategica, usata cioè per ravvivare una fiamma che si sta lentamente spegnendo.
  • Gelosia distruttiva
    Ci sono, però, casi in cui purtroppo la gelosia rappresenta una vera e propria ossessione: diventa cioè un sentimento negativo, soffocante che porta a essere ipercritici verso gli altri ma anche incapaci di autocritica. La gelosia, possessiva, ossessionante, tossica che impedisce al partner di vivere è un tema ricorrente come ci confermano tristemente i numerosi casi di cronaca nera, segnati dal dramma della gelosia di cui sono protagonisti fidanzati ossessivi o ex mariti rifiutati che, a volte purtroppo, pur di non perdere la persona amata, arrivano anche a uccidere. Senza arrivare a simili eccessi, è indubbio che quando la gelosia si trasforma in ossessione, per il partner vittima di un partner così geloso la vita può diventare davvero un inferno. Nella gelosia distruttiva l’altro diventa strumento di soddisfazione di un bisogno, un oggetto nella relazione. Nell’impossibilità di potersi fidare e affidare all’altro il partner geloso si illude di poter esercitare il proprio potere e controllo sull’altro, sulla relazione. Ma cosa nasconde una gelosia di questo tipo? Molto spesso una scarsa fiducia in se stessi e nella persona amata, e un timore spiccatissimo dell’abbandono.

In una relazione sana i partner sono un dono l’uno dell’altro, non un oggetto da controllare; raramente la gelosia rende le relazioni più sicure, anzi spesso le porta proprio alla rottura! Per combattere la propria gelosia spesso non è sufficiente la buona volontà, non è sufficiente proporsi buone intenzioni. A volte, nei casi più tenaci, occorre intraprendere un percorso, facendosi aiutare da un esperto, allo scopo di comprendere ed analizzare le proprie incertezze personali, migliorare la propria autostima, riporre maggiore fiducia negli altri.

 

“Come geloso, io soffro quattro volte: perché sono geloso, perché mi rimprovero di esserlo, perché temo che la mia gelosia finisca col ferire l’altro, perché mi lascio soggiogare da una banalità: soffro di essere escluso, di essere aggressivo, di essere pazzo e di essere come tutti gli altri.”

( Roland Barthes – Frammenti di un discorso amoroso).

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