ESSERE GRATI PER DIVENTARE PIU’ FELICI

“C’è sempre qualcosa di cui essere grati” Buddha

Vi è mai capitato di riflettere su quante volte ripetiamo la parola “grazie” senza pensare al vero significato  o al peso che gli stiamo dando in quel momento o in quella situazione?

Eppure la gratitudine è un sentimento positivo che ci rende più aperti alla vita e più felici e quindi qualcosa da coltivare.

Ma cos’è la gratitudine?

E’ un’emozione scatenata da un dono, non necessariamente un regalo, ma anche un semplice gesto di cortesia. Questo stato d’animo implica riconoscenza verso qualcuno che è stato gentile con noi ed in genere  ci spinge ad offrire qualcosa in cambio del favore ricevuto. Provare questo sentimento significa dapprima riconoscere che un evento positivo si è verificato nella nostra vita, e poi rendersi conto che quell’evento, spesso, è stato provocato intenzionalmente da qualcuno.

La gratitudine è dunque la capacità di essere riconoscenti e ci consente di apprezzare quello che abbiamo e ciò che di bello capita nelle nostre vite. La gratitudine è un’emozione sincera e spontanea, libera cioè da obblighi; ciò significa non fare qualcosa per qualcuno nella speranza che prima o poi ricambi il favore, ma farlo liberamente, semplicemente perché si vuole, senza aspettarsi nulla in cambio. In genere quello che si cerca nel fare qualcosa per qualcuno è appunto la riconoscenza, vogliamo cioè che l’altro capisca che ci siamo adoperati, dedicando parte del nostro tempo e delle nostre emozioni per lui.

Ci sono però persone che faticano a dire grazie e a rivelare questo sentimento, in genere sono persone che agiscono con egoismo, mostrandosi ingrate e a volte superbe, evitano di aprirsi agli altri, sono diffidenti, mancano di abilità e apertura emotiva ma molto spesso questo cela fragilità e scarsa autostima.

Coltivare la gratitudine già da bambini

Non è mai troppo presto per trasmettere ai bambini le buone maniere e la cortesia. Essere gentili con i bambini, dire loro grazie e per favore, essere quindi d’esempio, gli insegnerà già da piccolissimi il significato del rispetto, della gentilezza e dell’empatia. Educare i bambini a ringraziare significa investire sui valori sociali del rispetto e della reciprocità, favorire la creazione di un ambiente sociale più favorevole e farli diventare adulti rispettosi. L’età cruciale dello sviluppo morale è fra i 6 e i 9 anni: quando viene progressivamente messo da parte l’egocentrismo individualista per lasciare spazio alla comprensione dei valori del bene comune ed il rispetto degli altri. In questa fascia d’età avviene il passaggio fra un’azione automatizzata, una norma cioè fissata dagli adulti, e la comprensione del suo vero significato; sperimenterà quindi che trattare con rispetto chi lo circonda è un’azione che ha effetti positivi su di sé e sugli altri, perché comprenderà a fondo che ringraziare, aiutare o ricevere un sorriso sono gesti belli sia da fare che da ricevere.

I benefici della gratitudine

Riduce lo stress, permette di sviluppare benessere e di creare legami sociali positivi perché le persone inclini a questo sentimento hanno un maggiore senso di vicinanza agli altri, inoltre numerose ricerche hanno dimostrato che sono più vitali, ottimiste ed empatiche.

Oltre ad essere una forma di educazione ed una particolarità che migliora il benessere emotivo e la qualità della vita, la gratitudine per molti è anche uno stile di vita: l’atteggiamento di chi accoglie ciò che arriva dall’esterno con riconoscenza e ringrazia la vita per ogni nuovo giorno nonostante le difficoltà che si presentano. Spesso, presi da mille impegni, ci dimentichiamo delle cose per cui dovremmo essere grati, non necessariamente infatti deve accadere qualcosa di straordinario: se prestiamo attenzione si possono apprezzare tante cose, grandi o piccole che siano.

La gratitudine è quel sentimento che ci ricorda che possiamo essere felici ora! Apprezzando ogni momento, e lasciando da parte i problemi, che comunque tutti noi ci troviamo a fronteggiare nella quotidianità. E se cerchiamo in profondità nelle nostre vite, troveremo senz’altro qualcosa, che per poca attenzione o mancanza di tempo, non siamo ancora riusciti ad apprezzare.

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