CONOSCERE LA RESILIENZA

“Non cercare di cambiare la tua vita, cambia il tuo atteggiamento verso la vita. Nella tua mente c’è abbastanza spazio per trovare nuove soluzioni.” Lama Gangchen

Negli ultimi anni, quello della resilienza è un concetto che ha iniziato ad assumere sempre più importanza in psicologia e ad attirare l’attenzione di molti professionisti. Si tratta di una nozione che nasce in un contesto molto differente da quello psicologico, cioè quello metallurgico, e la cui radice deriva dal latino “resalio”. In latino, tale verbo indicava la capacità di riuscire a salire su un’imbarcazione capovolta, in ambito metallurgico, invece, questo termine indica la capacità di un metallo di saper resistere alle forze che vi vengono applicate, conservando la propria struttura o riacquisendola in seguito. Il concetto che vi è alla base, dunque, è quello di un sistema in grado di adattarsi e fronteggiare un cambiamento. Per questo motivo, in ambito psicologico, la resilienza ha assunto il significato di “capacità di una persona di affrontare in maniera positiva gli eventi stressanti e/o traumatici e riorganizzare in modo efficace la propria vita”.

Dunque, la resilienza è la caratteristica che permette, anche a fronte di difficoltà estreme, di utilizzare ogni mezzo in proprio possesso per ottenere il meglio dalla situazione corrente, senza perdere fiducia nei confronti di sé stessi e/o degli altri, quindi restando sensibili alle opportunità che la vita può offrire. Questa capacità può modificarsi negli anni anche in base alle proprie esperienze, ai vissuti e alle caratteristiche della personalità.

In genere, le persone che riescono ad affrontare e gestire le prove che la vita mette loro di fronte con successo, tendono a presentare alcune caratteristiche in comune: l’impegno nello svolgere le proprie attività, il locus of control interno, cioè la convinzione che gli eventi della propria vita possano essere limitatamente sotto il proprio controllo e, dunque, la credenza di non essere in balia degli eventi, e la predisposizione ad accettare i cambiamenti, intesi non solamente come sfida ma anche come una vera e propria opportunità. Queste caratteristiche, però, sono fortemente influenzate dallo stato di consapevolezza e, per tale ragione, si tratta di aspetti della personalità che possono essere sviluppati. Da queste semplici considerazioni si può capire che la resilienza non è una caratteristica presente o assente negli individui, ma un’attitudine, una capacità che può essere sviluppata da tutti. Ciò che può offrire un comportamento resiliente non è solo la capacità di fronteggiare in maniera efficace le difficoltà della vita ma anche perseguire obiettivi sfidanti, e dunque, stimolanti.

Per riuscire a sviluppare un atteggiamento resiliente è necessario riuscire a sviluppare una visione del mondo ottimista, che permetta di interpretare anche gli eventi negativi come momentanei e circoscritti, e un grado di motivazione che possa permettere il raggiungimento dei propri obiettivi, anche quelli più complicati.

Il raggiungimento degli obiettivi può far pensare alla forza di volontà: ciò che ci permette di procedere lungo la nostra strada con determinazione, in maniera costante o che ci aiuta a dire “no” e “basta” a condizioni che non risultano ottimali a noi o alla nostra salute. In un certo senso, si può dire che la forza di volontà precede i nostri obiettivi e ci permette di raggiungerli. La resilienza, invece, agisce in seguito, cioè quando ci troviamo di fronte a situazioni già avvenute e complesse, ad esempio quando siamo posti a fronte di continui “no”, di contrattempi, di difficoltà o di sconfitte. La resilienza permette di ristrutturare un fallimento e di considerarlo come un’inevitabile tappa da raggiungere prima del successo: ogni sconfitta è momentanea e per gestirla è necessario esserne consapevoli.

Le sconfitte e le frustrazioni sono eventi che fanno normalmente parte della vita di ognuno e con la quale, prima o poi, è necessario venire in contatto: l’atteggiamento resiliente permette di non perdere la fiducia quando si è posti di fronte a tali difficoltà. Non bisogna, infatti, pensare che le persone resilienti siano quelle che non sperimentano stress e non vanno incontro a difficoltà, al contrario, chi è resiliente è semplicemente in grado di utilizzare le proprie risorse interne per affrontare queste complicazioni senza lasciarsi sopraffare. Andare incontro ai cambiamenti spesso ci spaventa perché non sempre sappiamo cosa ci si può aspettare da una nuova situazione, però a volte i cambiamenti sono necessari e possono anche portare a vantaggi di cui prima non si era a conoscenza.

Il raggiungimento di una condizione resiliente è influenzato anche dall’ambiente che ci circonda ed è positivamente correlato alle relazioni con persone unite e premurose, che permettano l’instaurazione di un clima di fiducia e sicurezza. Oltre ai fattori esterni, è necessario sottolineare quali siano i fattori interni che possono permettere lo sviluppo di un’attitudine resiliente:

  • Porsi obiettivi e traguardi realistici e stimolanti, pianificando in maniera graduale il loro raggiungimento;
  • Sviluppare una buona consapevolezza delle proprie abilità e dei punti di forza;
  • Imparare a dare spazio alla propria emotività, accettandola, ma anche a conoscersi, apprendendo nuove modalità di gestione delle emozioni;
  • Implementare le proprie abilità comunicative, anche allo scopo di richiedere supporto;
  • Riuscire ad attribuire il giusto peso a ogni evento della propria vita, mettendolo in relazione con sé stessi e con gli altri.

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