COMPITI ESTIVI…. CHE TORMENTO!

Sia per i ragazzi, sia per i genitori i compiti delle vacanze possono divenire motivo di stress.

Ma, servono davvero? E come vanno affrontati?

Compiti si, compiti no: due punti di vista.

Quello dei compiti delle vacanze è un dibattito sempre aperto e spesso causa di contrapposizioni tra famiglia e scuola, che vede due posizioni estreme: la propensione verso una totale assenza di assegnazioni, per un pieno riposo e recupero di energie, e il sovraccarico, per fare più esercizio possibile.

Se da un lato, anche a fronte di una vita frenetica, i compiti possono essere percepiti da alcuni come un intralcio in uno dei pochi momenti in cui è possibile “staccare la spina” e stare all’aria aperta godendo di un prezioso spazio di aggregazione familiare, dall’altro è noto che i processi di apprendimento passino attraverso varie forme di esercizio e pratica e che il lungo periodo di vacanza renda indispensabile allenare le conoscenze non ancora consolidate e automatizzare quelle apprese. 

Sembrerebbe pertanto necessario un approccio al problema, dettato dal buon senso, che rispecchi una equilibrata via di mezzo tra la necessità di spensieratezza e il riconoscimento dell’utilità e relativo svolgimento dei compiti. 

L’assenza di tempi serrati, che concede un ampio margine di tempo entro il quale organizzare l’esecuzione, può sostenere l’acquisizione di competenze trasversali fondamentali come l’autonomia decisionale, la capacità di pianificazione e gestione del tempo concretizzandosi in un momento proficuo che può permettere di compensare eventuali lacune e contrastare lo scivolamento in ozio e noia.

 

Come affrontarli? Qualche utile accorgimento…

– Un po’ di organizzazione

A seguito dell’interruzione della scuola è importante concedere ai ragazzi una pausa rigenerante di almeno una settimana/10 giorni, a seguito della quale,  però, è importante definire una programmazione che renda lo svolgimento dei compiti parte integrante della routine.

I genitori devono aiutare i piccoli a organizzarsi concordando un spazio nell’arco della giornata da dedicare allo studio, possibilmente in un luogo tranquillo e lontano da ogni distrazione, nel quale il bambino abbia una discreta energia e chi lo affianca sia abbastanza rilassato.

Dal momento che i compiti hanno una funzione di ripasso, allenamento ed esercizio rispetto al programma svolto durante l’anno, una concentrazione degli stessi all’inizio o alla fine delle vacanze rischia di essere controproducente, è pertanto utile dividere il carico di lavoro al fine di distribuirlo uniformemente durante le ferie, evitando, se possibile, di mettere i compiti in valigia.

Un atteggiamento positivo

Avere un atteggiamento positivo nei confronti dell’apprendimento e della curiosità sostenendone l’importanza aiuta a stimolare l’interesse per l’oggetto di studio.

Un atteggiamento critico nei confronti dei compiti, nello specifico, non può che interferire negativamente sul loro svolgimento influenzando negativamente la percezione dell’intero sistema scolastico.

L’atteggiamento deve essere positivo anche nei confronti delle capacità del bambino: è infatti importante riconoscere la sua fatica e incoraggiarlo, stimolandolo e infondendogli sicurezza.

– Un equilibrato sostegno

Quello dei compiti può rivelarsi un momento prezioso di confronto e condivisione sulla preparazione scolastica dei figli.

Pur stimolando l’autoresponsabilizzazione, lasciando spazio all’autonomia dello studente dove si senta più sicuro, è importante che l’adulto offra restituzioni e correzioni e che lo affianchi e sostenga dove incontri maggiori difficoltà, facilitandolo nella ricerca e nello sviluppo di adeguate strategie per superarle. Un eccessivo “aiuto” nello svolgimento dei compiti può tuttavia ledere l’autostima del bambino rendendolo insicuro e inconsapevole rispetto alle sue reali capacità.

– Un pizzico di creatività

è particolarmente utile non irrigidire l’apprendimento in compartimenti stagni, esercitando le conoscenze acquisite o in fase di acquisizione mettendole in pratica nel quotidiano.

L’attribuzione di significato alle nozioni studiate e la connessione ad un vissuto emotivo facilita la memorizzazione ed aumenta la motivazione del bambino il quale può percepire l’utilità di quanto appreso.

Sebbene non vada trascurato il fatto che l’estate costituisca un momento importante per fare esperienze che l’impostazione didattica tradizionale non può offrire, è importante riconoscere che, se affrontati in modo adeguato, i compiti delle vacanze costituiscono un’attività utile e importante nei processi di crescita e un positivo momento di condivisione con i figli.

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