COME SPIEGARE LA SEPARAZIONE AI FIGLI?

Negli ultimi decenni si è assistito ad un significativo incremento delle separazioni coniugali.

Tale evento, di per sé stressante, ha ripercussioni su tutto il sistema familiare ed in particolar modo sui figli.

La comunicazione ai figli della scelta intrapresa costituisce un momento particolarmente delicato per tutti i protagonisti, durante il quale i genitori esplicitano concretamente e rendono effettiva la loro decisione segnando un cambiamento concreto nella famiglia.

Quando comunicare ai figli la scelta?

Sebbene sia opportuno aspettare il momento in cui la scelta intrapresa sia definitiva (evitando quindi oscillazioni destabilizzanti ) la tendenza a procrastinare questa comunicazione non è consigliabile.

I figli sono infatti attenti osservatori , sensibili nel cogliere i cambiamenti delle dinamiche familiari e gli stati emotivi delle figure affettive di riferimento, e, cercando di trovare risposte alle loro domande e di dare un significato a quanto percepito, corrono il rischio di attribuirsene la responsabilità.

Come spiegare la separazione?

Sebbene non esistano protocolli  è opportuno considerare alcune linee guida che facilitino l’elaborazione di questa informazione e la transizione ad un nuovo equilibrio familiare.

è innanzitutto opportuno che i genitori trovino nella tutela del benessere e della serenità di bambini e ragazzi un obiettivo e una priorità comune; in quest’ ottica cooperativa è utile che i genitori, insieme, decidano cosa dire ai figli e ne parlino con loro.

Ciò che è determinante evidenziare con le parole e con i fatti è che, malgrado la fine del rapporto di coppia e l’interruzione della convivenza, mamma e papà  saranno per sempre i loro genitori (si può essere ex-mogli o ex-mariti ma non ex-madri ed ex-padri!)

è necessario inoltre rassicurare i figli dell’amore che proviamo nei loro confronti e della nostra continua presenza nella loro vita e nelle loro attività.

il linguaggio utilizzato deve essere chiaro e comprensibile in relazione all’età dei bambini/ragazzi, con termini semplici e diretti e seguito da un comportamento coerente e responsabile (“si dice quel che si fa e si fa quel che si dice”).

una chiara e ferma comunicazione su ciò che sta accadendo e ciò che accadrà permette una previsione dei cambiamenti che stanno per avvenire e di non alimentare l’illusione di poter gestire tali cambiamenti.

è consigliabile che questa comunicazione avvenga in un ambiente familiare e rassicurante, predisponendo del  tempo necessario ad esporre chiaramente la situazione e a rispondere a dubbi, domande e perplessità, mostrandosi pronti ad accogliere le reazioni emotive e specificando che non è colpa loro.

Con i bambini più piccoli (infanzia)… è consigliabile non concentrare la comunicazione sui motivi della separazione quanto sui cambiamenti, per renderli prevedibili e accettabili garantendo una continuità della relazione affettiva che vada oltre la distanza fisica.

Con i più grandi (primaria)…  è importante “autorizzare” e facilitare una libera espressione delle emozioni; può a tal proposito essere utile una autentica condivisione delle proprie emozioni (ad esempio la possibilità di ammettere che sarà triste e difficile anche per noi). Il coinvolgimento dei piccoli nei momenti fondamentali e nelle mansioni “operative” potrà inoltre facilitare, tramite la partecipazione al cambiamento, l’assimilazione della notizia della separazione.

L’adolescente… comprende presto la gravità della situazione intuendo, talvolta più nitidamente degli stessi adulti, lo stato della relazione genitoriale. La separazione toccherà, in questo caso, vari aspetti su cui l’adolescente si sta sperimentando (come ad esempio il piano delle relazioni affettive, il riconoscimento delle emozioni, il rapporto con il proprio corpo e con la società…)

Quali errori evitare…

Il diritto di sentire vedere e amare incondizionatamente entrambi i genitori va tutelato e difeso.

I figli vanno tenuti al riparo dalla conflittualità della coppia e tale necessità è di primaria importanza in ogni momento del processo di separazione

Nei difficili momenti in cui sta maturando la decisione di separarsi così come nei momenti successivi alla separazione stessa i figli non vanno coinvolti nelle discussioni di coppia né in qualità di ambasciatori, né di custodi di segreti, né chiedendo loro di (o spingendoli a) schierarsi.

Un errore particolarmente grave è quello di mettere in cattiva luce l’altro genitore in presenza del figlio.

Sebbene la separazione sia un processo profondamente emotivo contraddistinto frequentemente da delusioni, recriminazioni, aggressività, paura… nel momento della comunicazione ai figli della separazione è importante che ci si senta in grado di trasmettere loro fiducia e speranza; questo momento non dovrebbe pertanto essere caratterizzato da intense emozioni negative (ad esempio non bisogna scegliere un momento di rabbia per comunicare la separazione ai figli, in assenza del partner o cacciare il/la partner davanti ai figli).

Non bisogna inoltre chiedere rassicurazioni e cura ai figli che, prima di noi, hanno bisogno di essere rassicurati e accuditi.

Nello spiegare la separazione è indispensabile non essere ambigui, non usare sotterfugi né fingere che vada tutto bene negando le difficoltà esistenti; al contempo non è necessario (è anzi sconsigliato) rivelare i tutti i dettagli della vicenda.

 

La separazione è un processo accompagnato da intense emozioni sia per i genitori che per i figli.

Le reazioni a questo evento possono essere diverse: possono ad esempio manifestarsi rabbia, pianto, paura che i figli possono esprimere diversamente in base all’età.

Aiutare i bambini/ragazzi ad accettare la situazione e ad esprimere il proprio vissuto emotivo trovando un aperto dialogo e un accoglimento da parte dei genitori, soprattutto se la conflittualità si risolve, facilita la risoluzione spontanea delle manifestazioni di disagio.

I comportamenti attraverso i quali emerge la sofferenza non vanno tuttavia sottovalutati e, in casi particolari, è opportuno rivolgersi ad un esperto per comprendere le modalità più idonee per affrontarli.

Chiedere aiuto a professionisti preparati sia in ambito psicologico che legale per trovare un terreno comune in cui confrontarsi e prendere decisioni è consigliato soprattutto nei casi in cui, nonostante la separazione, il conflitto perduri.

0 Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*