Adozione: percorsi di crescita per la genitorialità

adoption-network-law-center Home Page Image as of 120710La scelta adottiva rappresenta per la coppia un percorso lungo e complesso che implica un investimento affettivo e psicologico di grande intensità. La coppia e ciascun componente della coppia si trova, infatti, a vivere intensi e diversificati  stati d’animo ed emozioni che hanno a che fare dapprima con l’impossibilità di generare e poi con la paura, l’ansia, ma anche il desiderio di accogliere e di diventare genitori di un “figlio generato da altri”.

Nella fase post-adottiva, che segue la formazione e la nascita della nuova famiglia, i neogenitori sono chiamati a fare i conti con il bambino “reale”, le sue paure, le sue fatiche, la sua storia “traumatica”, ed i suoi bisogni, talvolta “speciali”, da accogliere, riconoscere, comprendere e gestire.

Perché si parla di “special needs”?

L’esperienza dell’abbandono, alla base dell’adozione, espone precocemente il bambino ad un’esperienza di deprivazione del soddisfacimento di quei bisogni che la letteratura scientifica (Brazelton e Greenspan, 2001) indica come bisogni primari ed irrinunciabili per l’esistenza psicofisica e per un adeguato sviluppo del bambino.

 

 

Questi bisogni sono:

–         Bisogno di sviluppare costanti relazioni di accudimento;

–         Bisogno di protezione fisica e di sicurezza;

–         Bisogno di esperienze modellate sulle differenze individuali;

–         Bisogno di esperienze appropriate al grado di sviluppo del bambino;

–         Bisogno di definire dei limiti, di fornire dei riferimenti e delle aspettative;

–         Bisogno di comunità stabili di supporto e di continuità culturale.

L’esposizione ad esperienze precoci di origine traumatica, come la separazione dalla madre e da altre figure familiari, il distacco da altri membri del “gruppo-istituzione”, gli affidi multipli, le deprivazioni sensoriali, affettive e materiali, gli abusi e i maltrattamenti, condizionano in modo specifico lo sviluppo psicofisico del bambino producendo carenze e “bisogni speciali”.

Generalmente questi bambini manifestano, ad esempio, difficoltà a controllare gli impulsi e ad affidarsi e fidarsi degli altri, la tendenza, laddove ci sono state esperienze di maltrattamento, di riprodurre relazioni, sia con il mondo esterno che con quello interno, basate sull’aggressività e confusione rispetto alla costruzione della propria identità.

I bambini arrivano quindi nella famiglia adottiva con un “credito affettivo”, portando con sé  ancora insoddisfatti la maggior parte dei bisogni irrinunciabili per un valido sviluppo psicologico e bisogni specifici che richiedono genitori particolarmente attrezzati sul piano psico-affettivo e sociale.

La genitorialità adottiva diventa a sua volta “speciale” nella misura in cui assume tra i suoi compiti anche  una specifica funzione ripartiva volta a far fronte ai bisogni specifici dei bambini che hanno subito danni “provocati da altri”.

Cosa si intende per funzioni genitoriali riparative?

Ecco qualche esempio:

–         Essere capaci di sviluppare una relazione di attaccamento con un bambino generato da altri e pertanto estraneo;

–         Amare anche con il corpo;

–         Sentire la differenza come un dono;

–         Tollerare le oscillazioni evolutive e regressive del bambino;

–         Tollerare la frustrazione e costruzione di aspettative su un figlio che potrebbero solo in parte riparare le lacune pregresse;

–         Garantire una continuità e stabilità famigliare e sociale di riferimento al bambino;

–         Tollerare il “ non sapere” riguardo alla storia sociale ed interna del bambino;

–         Capacità di elaborare e contenere il lutto primario.

Si tratta di un compito complesso e faticoso che talvolta contrasta e confligge in modo intenso con il legittimo desiderio e la legittima aspettativa  di “fare ed essere famiglia”   dopo una lunga e stressante attesa.

Talvolta tale conflitto tra “desiderio/aspettativa e realtà/fatica” è così intenso che  è opportuno avvalersi dell’aiuto di esperti che possano aiutare e sostenere  i genitori a gestire le emozioni connesse all’esercizio del ruolo genitoriale e a scoprire le loro stesse risorse così come le proprie difficoltà in un lavoro psicologico orientato a trovare nuovi significati alle situazioni di disagio e nuove strategie di intervento e di azione.

In questi casi il sostegno psicologico alla coppia genitoriale e/o ad uno dei genitori è uno strumento privilegiato per essere sostenuti nel lavoro di consapevolezza e  chiarificazione di quanto sta accadendo, di scoperta e riconoscimento delle proprie risorse e potenzialità, per ripristinare il benessere familiare ed individuale e per favorire la ripresa delle tappe evolutive del proprio bambino.

L’aiuto psicologico a favore delle famiglie adottive si articola in diverse tipologie di interventi:

–         Incontri formativi su specifiche tematiche.

Considerata la complessità della tematica adottiva si propongono serate formative di approfondimento, discussione e confronto su specifici argomenti  con un taglio psicologico e psicoeducativo.

Si tratta di serate della durata di un paio di ore in cui si affronta e si approfondisce una tematica specifica come ad esempio, le domande dei bambini sulla propria origine;  l’inserimento scolastico del bambino adottato: difficoltà e strumenti etc..

La serata formativa prevede l’utilizzo di slide che permettono l’acquisizione di alcune informazioni teoriche e pratiche relative al tema e che possano essere degli spunti di riflessione e di approfondimento per i genitori. La serata prevede inoltre un momento di scambio e di dialogo con i genitori presenti a partire dalle loro domande, dubbi e riflessioni.

 

–         Consulenze psicologiche rivolte alle coppie di genitori.

La consulenza psicologica si articola in un ciclo di un massimo di cinque colloqui con la coppia o il singolo genitore, finalizzati a comprendere la situazione di disagio e a individuare un possibile intervento.

Il diventare genitore comporta una trasformazione di alcuni aspetti di sé ed il confronto con emozioni contrastanti quali la paura, i desideri, la fatica, il piacere ed il senso di responsabilità.

La consulenza si rivolge a tutti i genitori che vivono un momento di difficoltà nello svolgimento del compito genitoriale e che sentono la necessità di confrontarsi al fine di superare il momento di disagio e di promuovere  e ripristinare il benessere familiare.

 

–         Gruppi di sostegno psicologico a tempo determinato per genitori;

Si tratta di un gruppo di sostegno psicologico a tempo determinato rivolto ai genitori adottivi. Il gruppo rappresenta uno spazio protetto dove poter elaborare, contenere e trasformare  intensi vissuti emotivi connessi all’esercizio del ruolo genitoriale e allo stesso tempo permette di riattivare nuove risorse emotive che diventano disponibili per sé e per la relazione con il proprio bambino.

Il gruppo, come luogo privilegiato della condivisione dei singoli vissuti, permette ai genitori di non sentirsi i soli ad attraversare alcuni stati d’animo. Inoltre il confronto con diverse voci permette di incontrare altri modi possibili di affrontare una stessa esperienza aprendo a ciascun partecipante la dimensione della scelta.

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