SORPRESA: L’EMOZIONE CHE GENERA EMOZIONI E CONOSCENZA!

Dopo aver descritto nelle precedenti newsletter ansia, invidia, paura, rabbia, vergogna, felicità, gratitudine e gelosia oggi guarderemo, vista anche la vicinanza al Natale, più da vicino l’emozione più ricca di peculiarità, quella che proviamo con la visita inaspettata di un amico, un rumore improvviso, vista di un pacchetto regalo….la SORPRESA!

La sorpresa è generalmente ritenuta una delle sei emozioni fondamentali (con tristezza, rabbia, felicità, paura e disgusto).

Questa emozione è stata rilevata molto precocemente nei neonati ed  insorge quando interviene un evento o stimolo inaspettato o  che contraddice le nostre convinzioni.

Qualunque stimolo può generare sorpresa; riguardando tutti i sensi, essa può quindi nascere in relazione a qualcosa che si è visto, udito, odorato, assaporato, toccato o percepito…

Dura solo un attimo…

Tra le caratteristiche della sorpresa è possibile citare il fatto che sia l’emozione più breve e che sia sempre seguita dall’insorgere di un’altra emozione.

 

Se abbiamo il tempo di pensare a ciò che sta accadendo, allora non siamo più sorpresi. Appena abbiamo il tempo di valutare l’evento, proviamo infatti un’altra emozione.

L’elaborazione e valutazione dello stimolo o evento che ha scatenato la sorpresa può generare ad esempio gioia se questo viene ritenuto piacevole, rabbia se percepito come aggressivo, disgusto se sgradevole, paura se minaccioso etc….

Riconoscere la sorpresa

Come tutte le emozioni fondamentali, la sorpresa attiva una reazione fisica e una mimica facciale ben definite.

L’espressione di sorpresa coinvolge tutte le parti del viso: le sopracciglia sono rialzate e incurvate, a volte con comparsa di rughe orizzontali sulla fronte, gli occhi sono sgranati e la mascella inferiore è rilasciata con conseguente apertura della bocca (“rimanere a bocca aperta”).

Poiché l’esperienza della sorpresa è un’emozione molto breve, ed essendo seguita subito da un’altra emozione il volto mostra  però spesso una miscela o un susseguirsi di emozioni.

Diversi tipi di sorpresa

La sorpresa varia di intensità, da lieve ad estrema, a seconda del fattore che l’ha scatenata.

Ne esistono diverse sfumature ma si possono individuare due tipi principali:

-il primo si manifesta quando ci si trova di fronte a qualcosa di inatteso, che non avremmo immaginato accadesse, ovvero una mancata corrispondenza tra quello che percepiamo e le nostre aspettative. In questo caso l’emozione di sorpresa è molto breve e lascia velocemente posto all’insorgere di un’altra emozione. 

-il secondo tipo di sorpresa è molto più complesso perché scaturisce dal netto contrasto dell’evento o stimolo con una certezza che abbiamo da molto tempo e che spesso riteniamo senza possibilità di smentita. Questo evento, “dis-aspettato”, contrariamente a quanto accade per gli eventi inattesi, rallenta l’evoluzione delle emozioni.

Perchè abbiamo bisogno della sorpresa?

Come ogni emozione essa ha un’origine biologica e affonda le sue profonde radici nel bisogno di sopravvivenza, quando ogni sorpresa poteva rivelarsi una minaccia (un predatore) o un’opportunità (una preda).  L’espressione di sorpresa comprende infatti un rialzarsi delle sopracciglia e uno spalancarsi degli occhi per allargare il campo visivo, e l’apertura della bocca per garantire una respirazione profonda e facilitare lo sforzo muscolare in caso di fuga.

La sorpresa ci permette di orientare la nostra attenzione ed attivarci di fronte alle novità e determina modificazioni nell’attività e nei progetti in corso.

Le nostre esperienze e convinzioni creano degli schemi abbastanza precisi sulla base dei quali tendiamo a prevedere gli eventi futuri, ciò che è inatteso e contraddice tali schemi ci permette di correggere o ampliare le nostre idee e imparare cose nuove dandoci la possibilità di fare previsioni più precise e di meglio adattarci alle nuove situazioni.

Anche in condizioni di sicurezza quindi l’essere umano è attratto da novità e sorprese che spesso ricerca attivamente attraverso l’arte, la letteratura, il cinema, la comicità…(ciò è evidente anche nel settore pubblicitario e nel marketing dove il piacere dell’inatteso è sfruttato ai fini della vendita).

Quando è sgradita

Gli stimoli che si discostano troppo dalle esperienze abituali, l’amplificazione dell’intensità delle emozioni , la connotazione negativa che può assumere la sorpresa e la conseguente percezione della nostra vulnerabilità possono risultare fastidiosi e quindi indesiderati perché, sovraccaricando le nostre energie psicofisiche, ci stressano!

…lasciamoci sorprendere!

Non a tutti quindi piace la sorpresa…tuttavia i suoi effetti sono straordinari.

In un periodo storico in cui dominano l’abitudine, l’iperorganizzazione e la tecnologia, accogliere questa emozione può infatti  offrire un’opportunità di crescita mostrandoci il mondo ristretto che siamo abituati a vedere con sguardo nuovo, più ampio: una condizione ideale per cambiare prospettiva aprendo le porte alla felicità.

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